Guida Essenziale

Al “Centro di Documentazione Demologico” è presente il “Museo delle Feste” nel quale l’aspetto fondamentale è la cultura materiale. Gli oggetti esposti sono prodotti e utilizzati dalle comunità nelle feste e cerimonie, le quali sono espressioni di esigenze, gusti, memorie. Ne fanno parte oggetti ed abiti d’uso, sia cerimoniali e tradizionali, nonché quelli di culto, il cibo e il vino. Attraverso l’esposizione di materiali il racconto si snoda come attraverso un viaggio nel tempo, offrendo alla vista del visitatore le rappresentazioni di alcune feste e il significato del loro retaggio culturale. Una volta, era poco usato il calendario per scandire lo scorrere del tempo, il quale veniva misurato attraverso le ricorrenze festive dei santi  e le stesse festività erano regolate in base ai cambiamenti climatici e dal ciclo delle stagioni. Su tale sfondo cultuale si innestava il lavoro agricolo-pastorale, essenziale alla vita dell’uomo. Si tratta, dunque, di un percorso costituito da ricorrenze cattoliche dei santi protettori, nonché da ricorrenze del mondo greco-romano, senza tralasciare i contatti col mondo orientale e con quello nordico, in modo da offrire un quadro comparativo più completo ai fini della ricerca. Oltre allo studio sulle relazioni sociali della festa, si farà “riferimento al tema delle credenze nelle forze della natura, tema che certamente unifica le nostre conoscenze sul Calendario agrario-solare, ma anche le credenze più diffuse fino ad oggi (proverbi, motteggi, fiabe ecc.) relativamente alla natura, al paesaggio e alla mentalità dei nostri agricoltori”.

Gli oggetti e i costumi presenti nel Museo delle feste, hanno un valore intrinseco che descrivono e rappresentano le relative festività; essi, dunque, non solo hanno una propria storia, ma sono concatenati fra loro grazie ad un unico racconto, che a sua volta illustra tradizioni diverse della Campania.

La finalità del Centro di Documentazione Demologico è quella di salvaguardare la permanenza delle feste in quanto legate “all’identità territoriale, al senso di appartenenza,per avere una  percezione di far parte della comunità del ‘noi’. È vero che ci sono state delle trasformazioni rispetto al problema, ma, a ben considerare le cose, si vede che questa voglia di appartenenza c’è ancora, perché le persone hanno bisogno di punti di riferimento certi, ai quali ancorarsi per rendere domestico il proprio ambiente. Infatti, anche se a prima vista sembra che le feste popolari siano state travolte dai processi di modernizzazione e globalizzazione, “questo bisogno di appaesamento dell’ambiente circostante c’è ancora”, tenendoci indissolubilmente legati alle feste. È assodato, infatti che “[…] impedendo le feste al popolo, si elimina la voglia di vivere, l’istinto creativo e vitale e, perciò stesso,la motivazione stessa del lavoro”.

 

Amerigo D’Amelia